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“Il solo entusiasmo giustificabile è quello che accompagna la volontà intelligente, l’operosità intelligente, la ricchezza inventiva in iniziative concrete” (A. Gramsci)

 

Lo studio legale, costituito nel 2004 dall’avv. Antonio Cavallo di Paola (Cosenza), ha accolto nel tempo giovani professionisti, avvocati praticanti e dottori in giurisprudenza, la cui età media è sui 34 anni. Essi lavorano con professionalità, impegno e perfetta sinergia, occupandosi del diritto civile in generale e principalmente di controversie in ambito bancario, assicurativo, del recupero crediti e in Responsabilità Sanitaria.

E' garantita l'assistenza sull'intero territorio nazionale, avendo lo studio sede secondaria in Roma e una vasta e consolidata collaborazione in ambito nazionale con professionisti di comprovata esperienza, nonché intensa sinergia e costanti rapporti professionali con storico e prestigioso studio legale di Milano.

Il titolare dello studio è avvocato fiduciario di primarie compagnie di assicurazioni italiane con particolare competenza e vasta esperienza nel settore antifrode ed ha, inoltre, rapporto fiduciario con importante gruppo bancario a livello nazionale, oltre ad una formazione accademica di specializzazione nel settore Bancario/Assicurativo.

Lo studio, pur contando sulla versatilità multiforme degli addetti, è organizzato in tre dipartimenti così suddivisi:

  1. DIRITTO BANCARIO E DEI MERCATI FINANZIARI
  2. DIRITTO CIVILE E DELLA RESPONSABILITA’ SANITARIA.
  3. DIRITTO DELLE ASSICURAZIONI E DEL RISARCIMENTO DEL DANNO NELLA R.C. AUTO.

 

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  • L'azienda titolare del famoso gioco Fortnite è stata sanzionata per avere raccolto vari dati, anche di minori di 13 anni, senza il consenso dei genitori

  • Dopo l’iscrizione di ipoteca su beni immobili, effettuata dal creditore a seguito di una sentenza di separazione che disponeva a suo carico l’obbligo di mantenimento dei figli minori, il proprietario dei beni si rivolge al Tribunale per ottenerne la cancellazione. La domanda viene accolta in primo grado, ma la Corte, investita della questione a seguito di appello, ribalta la decisione, affermando che, per ottenere e mantenere l’iscrizione di ipoteca, la norma (art. 156 quinto comma c.c.) non richiede l’accertamento di un pericolo di inadempimento da parte del debitore. La Corte di legittimità ordinanza 1076 pubblicata il 16 gennaio 2023 cassa la decisione di merito e rinvia la causa ad altra sezione, enunciando il seguente principio di diritto: “In tema di iscrizione ipotecaria, il giudice davanti al quale è proposta un’istanza di cancellazione di ipoteca, disposta ai sensi dell’art. 156, 5° comma, c.c., è tenuto a verificare la sussistenza o meno del pericolo di inadempimento dell’obbligato e a disporre, in mancanza, l’emanazione del corrispondente ordine di cancellazione, ai sensi dell’art. 2884 c.c.”.